18/12/2006
Qual è il veleno? Seconda parte.
Forse non tutti sanno che era attivo sul fronte NATO, fino a non molti anni fa, un embargo tecnologico nei confronti dei Paesi dell'ex blocco sovietico. Si chiamava COCOM il Comitato che controllava le esportazioni. I Paesi aderenti alla NATO, fra i quali l'Italia, erano tenuti a non esportare in URSS tecnologie che potessero essere utilizzate per scopi militari e i microprocessori rivestivano un ruolo importante.
Erano e sono tecnologie particolarmente critiche se pensate come, con la nascita dei Personal Computer e con i nuovi livelli di miniaturizzazione, fu possibile avere a disposizione, in uno spazio piccolissimo, potenze di calcolo accessibili, fino a quel momento, solo con elaboratori di grandissime dimensioni e difficilmente utilizzabili che ne so, per essere integrati all'interno di una testata nucleare.
Erano i gloriosi anni '80.
In Italia l'azienda leader di settore era la Olivetti dell'Ing. De Benedetti. Tempi gloriosi che io, purtroppo, non ho visto. In quegli anni me ne stavo oltreoceano a secchiare come un ossesso.
Ma torniamo al nostro COCOM e ad alcune vecchie vicende che sono state riportate alla luce da Stefania Craxi che si è presa la briga di andare a spulciare fra le note del Padre (Bettino Craxi). Note ora disponibili a tutti e conservate negli archivi della Fondazione Craxi.
Emergono, dalle note scritte da Bettino Craxi, alcuni degli episodi ‘oscuri' di quel periodo e che, per quel che ne so, mai nessuno si preoccupò di approfondire. Riguardano, ad esempio, una procedura di infrazione del trattato COCOM, che gli Americani volevano intentare alla Olivetti dell'Ing. De Benedetti perché, a quanto scriveva Craxi all'epoca, non solo aveva esportato tecnologia vietata in URSS, ma aveva, la Olivetti, collaborato col governo Sovietico dell'epoca per aprire una fabbrica in grado di produrre microchip.
L'istanza non giunse mai a compimento per l'intervento, presso il governo Americano, del governo presieduto da Giulio Andreotti.
Così scrive, riprendendo dai documenti del padre, Stefania Craxi: "C'è un documento che specifica questi affari. Scheda De Benedetti in Urss: «De Benedetti, Breznev, Andropov, Cernenko: fine anni Settanta primi Ottanta, grossa commessa per la fornitura di computer alla Novosti. Dire Novosti è come dire Kgb, tant'è che nell'intera struttura, sia interna che esterna, il vice di ciascuna sezione è sempre un ufficiale della Lubjanka. L'Olivetti era allora considerata particolarmente amica dell'Unione Sovietica, secondo la testimonianza del generale del Kgb Oleg Kalughin (...) A parte l'informatizzazione della Novosti, quindi della Tass e dell'Aeroflot, vi è la vicenda della fabbrica Elektronmash di Leningrado (1982-1985), per la produzione di microchips. L'Olivetti provvide a costruire l'azienda sovietica Elektronmash, aggirando le severe norme del Comitato Nato, che vietavano la vendita all'Urss di tecnologia avanzata. L'Elektronmash, forse per inadempienze contrattuali della Olivetti, non poté mai entrare in funzione e De Benedetti ne ricavò un buco di circa 200 milioni di dollari mai recuperati (...) La Nato per la violazione delle norme Cocom sulle tecnologie avanzate chiamò in causa l'Olivetti. La vertenza fu chiusa con gli americani per un intervento del governo Andreotti».
Queste interessanti vicende si chiusero poco prima del mio ritorno dagli Stati Uniti, dov'ero rimasto (a secchiare come un dannato) per quasi 8 lunghi anni. Tornato in Italia, nella seconda meta del 1986, iniziai a cercare un lavoro, anche se all'epoca parlare di crittografia in Italia era come parlare della terra che girava intorno al sole ai tempi di Galileo. Ero quasi disperato, quando inaspettatamente, una società di Brescia si interessò al mio curriculum. Ne parlai con un ‘conoscente' e il mio entusiasmo scemò: quella società, così raccontavano ‘le voci' del settore, esportava computer (aggirando il COCOM) verso la vecchia URSS. Il consiglio che mi arrivò fu di lasciar perdere e cercarmi un altro impiego. Non so quanto fosse vera la vicenda, di certo so che l'allora titolare della società scomparve improvvisamente, vendendo tutte le quote in suo possesso, e si trasferì in Svizzera con tutta la famiglia, dove tuttora vivono, senza mai più rientrare in Italia. Almeno questo è ciò che mi risulta. Per inciso: quella società era, all'epoca, uno dei principali concessionari Olivetti della Lombardia.
Molto interessanti sono anche le note di Bettino relative a Prodi (in quegli anni Presidente dell'IRI) che Stefania Craxi riporta. Le note sono relative alle dichiarazioni che Prodi rilasciò ai giornali all'epoca della destituzione di Gorbaciov per opera dei militari sovietici. Eccole:
"...confermato da uno «strano» atteggiamento di Prodi: la posizione assunta in occasione del golpe che nell'agosto '91 rovesciò Gorbaciov. Prodi ebbe un atteggiamento di favore verso i golpisti, preso in splendido isolamento perché nell'occasione anche il Pds firmò, assieme al Psi, un documento di condanna. Nel documento che segue «Ricordo di un golpe», Craxi afferma: alla lettera "P", e al nome Prodi, mi è capitato tra le mani un ritaglio del Corriere della Sera proprio del 20 agosto 1991. Sembra incredibile, ma uno dei primi ad accettare il colpo di Stato in Urss del 19 agosto, senza un minimo di indignazione e di emozione non fu il Pds, che in quella occasione propose e ottenne dal Psi di fare un comunicato congiunto di protesta e di allarme, ma invece Romano Prodi. Prodi, consigliere di Soros (il finanziere americano che in poche settimane guadagnò 450 miliardi partecipando all'attacco speculativo contro la lira), che al tempo di Gorbaciov pare fosse anche consulente di enti di Stato sovietici. In ogni caso, Prodi aveva eccellenti rapporti anche con gli uomini che avevano organizzato il golpe.
Uno di questi era appunto Valentin Pavlov, in quel momento primo ministro del governo sovietico, membro del «Comitato» che rovesciò Gorbaciov. Sul Corriere di quel giorno, mentre a Mosca era in corso il golpe, si poté leggere, non senza sorpresa, questa illuminante dichiarazione di Romano Prodi: «Conosco bene Pavlov (...) direi che per certi versi quello che ha fatto in queste ore è una scelta coerente. Mi aspetto entro pochi giorni passi decisivi per quanto riguarda la gestione dell'economia»."
E' poi simpatica la chiusa di Stefania Craxi al pezzo. Eccovi anche quella:
"Sembra una presa in giro, anzi lo era. Ma come, a Mosca c'erano i carri armati dei golpisti per le strade e attorno al parlamento, i golpisti avevano decretato per sei mesi lo stato d'emergenza, e Prodi, dopo avere sottolineato la «coerenza» di questi ultimi, si augurava che «entro pochi giorni» potessero essere compiuti «passi decisivi per la gestione dell'economia»?A colpi di cannone.
Chi si fosse affidato per avventura alle sue parole, avrebbe dovuto ritenere che a Mosca non stesse accadendo assolutamente nulla di importante. Anzi Prodi, che «conosce bene Pavlov» (che sarà poi arrestato, e successivamente graziato dal parlamento, entrato per questo in conflitto con la presidenza) si ingegnò anche a tranquillizzare l'opinione pubblica italiana, con una dichiarazione piuttosto esplicita. Prodi informò gli italiani che non c'era assolutamente ragione di preoccuparsi perché in Urss la vita scorreva regolarmente: «Il telex che abbiamo avuto stamattina dal nostro istituto (la Nomisma di Mosca, ndr) parla chiaro. L'anno accademico, la cui inaugurazione era prevista proprio per oggi, è regolarmente iniziato». In sostanza, significava questo: non esageriamo con questa storia del golpe, a Mosca la vita continua a scorrere regolarmente.
Furbizia di un uomo d'affari che non sa da quale parte tirerà il vento, o dichiarazioni obbligate da vincoli con gli uomini del golpe, oppure cosa? Sta di fatto che le dichiarazioni di Prodi non si fermano qui. Sempre sul Corriere, Prodi prosegue con una fallace profezia: «Non mi pare il caso di aspettarsi una sollevazione popolare a favore di Gorbaciov (...) e secondo i nostri analisti nemmeno Boris Eltsin, che è assai più popolare, dispone di una rete capace di promuovere una sollevazione». Ma chi erano gli sballati analisti di Prodi? Se l'analista era lui, sarebbe giusto sapere per chi lavorava; non vorrei che l'analisi fosse stata il frutto di un'altra seduta spiritica."
Del materiale simpatico, oserei dire, e rimango della mia opinione: il vero veleno non è il polonio e continuo a vedere un'unica via: PUBBLICARE TUTTI i documenti della Mitrokhin.
Come sempre Buona giornata. Trespolo.
Erano e sono tecnologie particolarmente critiche se pensate come, con la nascita dei Personal Computer e con i nuovi livelli di miniaturizzazione, fu possibile avere a disposizione, in uno spazio piccolissimo, potenze di calcolo accessibili, fino a quel momento, solo con elaboratori di grandissime dimensioni e difficilmente utilizzabili che ne so, per essere integrati all'interno di una testata nucleare.
Erano i gloriosi anni '80.
In Italia l'azienda leader di settore era la Olivetti dell'Ing. De Benedetti. Tempi gloriosi che io, purtroppo, non ho visto. In quegli anni me ne stavo oltreoceano a secchiare come un ossesso.
Ma torniamo al nostro COCOM e ad alcune vecchie vicende che sono state riportate alla luce da Stefania Craxi che si è presa la briga di andare a spulciare fra le note del Padre (Bettino Craxi). Note ora disponibili a tutti e conservate negli archivi della Fondazione Craxi.
Emergono, dalle note scritte da Bettino Craxi, alcuni degli episodi ‘oscuri' di quel periodo e che, per quel che ne so, mai nessuno si preoccupò di approfondire. Riguardano, ad esempio, una procedura di infrazione del trattato COCOM, che gli Americani volevano intentare alla Olivetti dell'Ing. De Benedetti perché, a quanto scriveva Craxi all'epoca, non solo aveva esportato tecnologia vietata in URSS, ma aveva, la Olivetti, collaborato col governo Sovietico dell'epoca per aprire una fabbrica in grado di produrre microchip.
L'istanza non giunse mai a compimento per l'intervento, presso il governo Americano, del governo presieduto da Giulio Andreotti.
Così scrive, riprendendo dai documenti del padre, Stefania Craxi: "C'è un documento che specifica questi affari. Scheda De Benedetti in Urss: «De Benedetti, Breznev, Andropov, Cernenko: fine anni Settanta primi Ottanta, grossa commessa per la fornitura di computer alla Novosti. Dire Novosti è come dire Kgb, tant'è che nell'intera struttura, sia interna che esterna, il vice di ciascuna sezione è sempre un ufficiale della Lubjanka. L'Olivetti era allora considerata particolarmente amica dell'Unione Sovietica, secondo la testimonianza del generale del Kgb Oleg Kalughin (...) A parte l'informatizzazione della Novosti, quindi della Tass e dell'Aeroflot, vi è la vicenda della fabbrica Elektronmash di Leningrado (1982-1985), per la produzione di microchips. L'Olivetti provvide a costruire l'azienda sovietica Elektronmash, aggirando le severe norme del Comitato Nato, che vietavano la vendita all'Urss di tecnologia avanzata. L'Elektronmash, forse per inadempienze contrattuali della Olivetti, non poté mai entrare in funzione e De Benedetti ne ricavò un buco di circa 200 milioni di dollari mai recuperati (...) La Nato per la violazione delle norme Cocom sulle tecnologie avanzate chiamò in causa l'Olivetti. La vertenza fu chiusa con gli americani per un intervento del governo Andreotti».
Queste interessanti vicende si chiusero poco prima del mio ritorno dagli Stati Uniti, dov'ero rimasto (a secchiare come un dannato) per quasi 8 lunghi anni. Tornato in Italia, nella seconda meta del 1986, iniziai a cercare un lavoro, anche se all'epoca parlare di crittografia in Italia era come parlare della terra che girava intorno al sole ai tempi di Galileo. Ero quasi disperato, quando inaspettatamente, una società di Brescia si interessò al mio curriculum. Ne parlai con un ‘conoscente' e il mio entusiasmo scemò: quella società, così raccontavano ‘le voci' del settore, esportava computer (aggirando il COCOM) verso la vecchia URSS. Il consiglio che mi arrivò fu di lasciar perdere e cercarmi un altro impiego. Non so quanto fosse vera la vicenda, di certo so che l'allora titolare della società scomparve improvvisamente, vendendo tutte le quote in suo possesso, e si trasferì in Svizzera con tutta la famiglia, dove tuttora vivono, senza mai più rientrare in Italia. Almeno questo è ciò che mi risulta. Per inciso: quella società era, all'epoca, uno dei principali concessionari Olivetti della Lombardia.
Molto interessanti sono anche le note di Bettino relative a Prodi (in quegli anni Presidente dell'IRI) che Stefania Craxi riporta. Le note sono relative alle dichiarazioni che Prodi rilasciò ai giornali all'epoca della destituzione di Gorbaciov per opera dei militari sovietici. Eccole:
"...confermato da uno «strano» atteggiamento di Prodi: la posizione assunta in occasione del golpe che nell'agosto '91 rovesciò Gorbaciov. Prodi ebbe un atteggiamento di favore verso i golpisti, preso in splendido isolamento perché nell'occasione anche il Pds firmò, assieme al Psi, un documento di condanna. Nel documento che segue «Ricordo di un golpe», Craxi afferma: alla lettera "P", e al nome Prodi, mi è capitato tra le mani un ritaglio del Corriere della Sera proprio del 20 agosto 1991. Sembra incredibile, ma uno dei primi ad accettare il colpo di Stato in Urss del 19 agosto, senza un minimo di indignazione e di emozione non fu il Pds, che in quella occasione propose e ottenne dal Psi di fare un comunicato congiunto di protesta e di allarme, ma invece Romano Prodi. Prodi, consigliere di Soros (il finanziere americano che in poche settimane guadagnò 450 miliardi partecipando all'attacco speculativo contro la lira), che al tempo di Gorbaciov pare fosse anche consulente di enti di Stato sovietici. In ogni caso, Prodi aveva eccellenti rapporti anche con gli uomini che avevano organizzato il golpe.
Uno di questi era appunto Valentin Pavlov, in quel momento primo ministro del governo sovietico, membro del «Comitato» che rovesciò Gorbaciov. Sul Corriere di quel giorno, mentre a Mosca era in corso il golpe, si poté leggere, non senza sorpresa, questa illuminante dichiarazione di Romano Prodi: «Conosco bene Pavlov (...) direi che per certi versi quello che ha fatto in queste ore è una scelta coerente. Mi aspetto entro pochi giorni passi decisivi per quanto riguarda la gestione dell'economia»."
E' poi simpatica la chiusa di Stefania Craxi al pezzo. Eccovi anche quella:
"Sembra una presa in giro, anzi lo era. Ma come, a Mosca c'erano i carri armati dei golpisti per le strade e attorno al parlamento, i golpisti avevano decretato per sei mesi lo stato d'emergenza, e Prodi, dopo avere sottolineato la «coerenza» di questi ultimi, si augurava che «entro pochi giorni» potessero essere compiuti «passi decisivi per la gestione dell'economia»?A colpi di cannone.
Chi si fosse affidato per avventura alle sue parole, avrebbe dovuto ritenere che a Mosca non stesse accadendo assolutamente nulla di importante. Anzi Prodi, che «conosce bene Pavlov» (che sarà poi arrestato, e successivamente graziato dal parlamento, entrato per questo in conflitto con la presidenza) si ingegnò anche a tranquillizzare l'opinione pubblica italiana, con una dichiarazione piuttosto esplicita. Prodi informò gli italiani che non c'era assolutamente ragione di preoccuparsi perché in Urss la vita scorreva regolarmente: «Il telex che abbiamo avuto stamattina dal nostro istituto (la Nomisma di Mosca, ndr) parla chiaro. L'anno accademico, la cui inaugurazione era prevista proprio per oggi, è regolarmente iniziato». In sostanza, significava questo: non esageriamo con questa storia del golpe, a Mosca la vita continua a scorrere regolarmente.
Furbizia di un uomo d'affari che non sa da quale parte tirerà il vento, o dichiarazioni obbligate da vincoli con gli uomini del golpe, oppure cosa? Sta di fatto che le dichiarazioni di Prodi non si fermano qui. Sempre sul Corriere, Prodi prosegue con una fallace profezia: «Non mi pare il caso di aspettarsi una sollevazione popolare a favore di Gorbaciov (...) e secondo i nostri analisti nemmeno Boris Eltsin, che è assai più popolare, dispone di una rete capace di promuovere una sollevazione». Ma chi erano gli sballati analisti di Prodi? Se l'analista era lui, sarebbe giusto sapere per chi lavorava; non vorrei che l'analisi fosse stata il frutto di un'altra seduta spiritica."
Del materiale simpatico, oserei dire, e rimango della mia opinione: il vero veleno non è il polonio e continuo a vedere un'unica via: PUBBLICARE TUTTI i documenti della Mitrokhin.
Come sempre Buona giornata. Trespolo.
00:04
Scritto da: il_trespolo
in Sapere e Libri | Link permanente | Commenti (51)
|
Segnala
| OKNOtizie |
Facebook

Commenti
Buona notte Trespolo. Ciao. Vincenza
Scritto da: tra.anime | 18/12/2006
Eccolo lui,ogni tanto ricompare ;-)) smuàààààà.... Ma non mi dici i tuoi profumi preferiti (da uomo e da donna) quali hai regalato,quali usi...e lo sai che sono curiosissima... .Ros
Scritto da: ilsoleelacometa | 18/12/2006
Poveri preti, tu li mangi e io sono stata soprannominata la "teologhina all'arrembaggi o alla fortezza dei preti". Di certo questi poveri nostri sacerdoti con noi non hanno di certo una vita facile:-)
Mi fa piacere che prenderai le gift per tuo nipote....donag li un bacio da parte mia. Ciao compagno di merenda:-)
Scritto da: tra.anime | 18/12/2006
Non capisco cos'è che non capisci... però ti spiego cosa intendevo: se taglio ad arte uno qualsiasi dei tuoi post, posso farti confessare con nonchalance di aver violentato Madre Teresa. Ed è esattamente quello che fanno, da anni, con patetica ma struggente pervicacia, i vari Guzzanti e compari con Prodi. La storia dell'appoggio ai golpisti sovietici e del giudizio ingeneroso e superficiale su Gorbaciov è - scusa - una stronzata. Ecco l'articolo ORIGINALE senza le sforbiciate degli interessati coiffeur.
L’ex presidente dell’IRI e oggi tra l’altro consulente dei sovietici
Prodi: “In pericolo non solo le commesse ma la svolta verso l’economia di mercato”.
Massimo Gaggi, 20 agosto 2001, Corriere della Sera
“Non mi pare il caso di aspettarsi una sollevazione popolare a favore di Gorbaciov. E’ il più grande personaggio comparso sulla scena mondiale negli ultimi dieci anni, uno straordinario innovatore, ma all’interno la situazione economica si era troppo deteriorata mentre il quadro politico era estremamente frammentato. Il popolo non è con lui. A noi occidentali spesso in missione a Mosca la gente diceva: “lo stimate solo voi”. E secondo i nostri analisti nemmeno Boris Eltsin, che è assai più popolare, dispone di una rete capace di promuovere una sollevazione”. Romano Prodi è asserragliato con i suoi collaboratori nella sede bolognese di Nomisma, il suo Centro Studi di Politiche Industriali, che, dopo che il “professore” ha lasciato la presidenza dell’IRI, ha cominciato a svolgere un ruolo più direttamente operativo diventando tra l’altro consulente del governo sovietico e promotore di una scuola di formazione per i manager dell’URSS. “Il telex che abbiamo avuto stamattina dal nostro istituto parla chiaro – racconta Prodi – l’anno accademico, la cui inaugurazione era prevista proprio per oggi, è regolarmente iniziato”.
Ma la svolta repentina, il voltafaccia del primo ministro Pavlov non produrranno reazioni in un sistema non più gestito in modo centralistico?
“Conosco bene Pavlov. E’ un tecnocrate da anni in dissidio con Gorbaciov. Un dissidio non mascherato. Direi che per certi versi quella che ha fatto in queste ore è una scelta coerente. Mi aspetto entro pochi giorni passi decisivi per quanto riguarda la gestione dell’economia. Bisognerà vedere come riusciranno a conciliare una impostazione interna che non sarà certo progressista con la probabile conferma della linea di apertura fin qui seguita a livello internazionale” .
La Germania, ma anche l’Italia, sono molto esposte nei confronti dell’URSS. I crediti garantiti dalla SACE ammontano a 6 mila miliardi, mentre i maggiori gruppi industriali sono massicciamente impegnati nei settori principali: automobile, energia, agricoltura, centrali elettriche, trasporti pubblici. Il crollo delle Borse, più accentuato proprio a Milano e Francoforte, rispecchia il panico dei mercati per il possibile venir meno degli affari negoziati negli ultimi anni?
“Da almeno un anno l’Unione Sovietica vive una condizione di paralisi decisionale pressoché totale. Il colpo di stato non farà quindi fallire molti affari semplicemente perché di progetti pronti a partire ce ne sono ben pochi”. Da tempo, racconta ancora Prodi, gli uomini d’affari occidentali non riescono a trovare la chiave del puzzle russo. “Mancano gli interlocutori per firmare gli accordi. Di recente al conflitto tra governo federale e singole repubbliche si sono aggiunte anche città e province che vogliono diventare soggetti autonomi. Una situazione caotica. Insomma le ragioni del crollo delle Borse mondiali non vanno cercate in una interruzione del flusso decisionale in URSS, che non c’è”.
Piuttosto la svolta interrompe un pezzo di cambiamento del mondo, un’esperienza che va dalla liquidazione di Yalta allo spostamento del confine Est-Ovest sempre più a Oriente. Questo è il vero blocco potenzialmente minaccioso nel lungo periodo: qui si giustifica la reazione dei mercati”.
Vista la paralisi di questi ultimi mesi, i nuovi governanti dovranno cercare di recuperare strumenti di governo anche dell’economia. Ma dopo quello che è successo in URSS negli anni della perestrojka, ancora ipotizzabile un ritorno al vecchio sistema del centralismo burocratico, che garantiva un certo controllo della macchina produttiva?
L’opinione dell’economista cattolico è che “a questo punto tutto è possibile, anche un ritorno al vecchio centralismo”.
Quanto alla possibilità che gli Stati Uniti approfittino dell’improvviso rafforzamento del dollaro per stimolare l’economia con un nuovo calo del costo del denaro, già molto ridotto nei mesi scorsi, Prodi è molto prudente: “ l’impennata del dollaro è un fenomeno tipico di ogni crisi internazionale con corsa verso i beni di rifugio.Ma credo sia un fenomeno temporaneo. Non dovrebbero esserci margini per un’altra operazione di lungo periodo sui tassi”.
E il Marco tedesco, che ha perso terreno nonostante l’aumento del tasso di sconto deciso alla fine della scorsa settimana?
La Germania, dice l’ex presidente dell’IRI, è certamente il paese più penalizzato visto che la sua ritrovata centralità in Europa, la sua nuova forza, erano legate proprio al rapporto con Gorbaciov. E’ quindi comprensibile che la situazione più difficile sia quella della Borsa di Francoforte.
Rimane il fatto che la reazione dei mercati alle notizie di Mosca è stat più forte di quella verificatasi con la crisi del Golfo: ma anche questo si spiega “perché la destituzione di Gorbaciov tira in ballo tutti i nuovi equilibri, compresi quelli del Medio Oriente dove le prospettive della conferenza di pace si fanno all’improvviso difficilissime” .
L'analisi di uno sprovveduto tifoso del golpe, ne converrai...
Via, siamo seri: i Guzzanti comici bravi sono i figli, mentre i Craxi politici bravi non sono i figli... E, a proposito della seduta spiritica, forse faccio un post mio, per non intasarti il blog con le mie banalità, ma - tanto per stuzzicare la tua curiosità e invitarti a cercare le notizie alla fonte (e non allo scarico del 'Giornale') - lo sai che a far ballare il tavolino c'era anche Mario Baldassarri (proprio lui, l'economista di An)? ilticcio
Scritto da: ilticcio | 18/12/2006
Avrei voluto fare una battuta sulla tua presunta "ingenuità", ma me ne astengo perché tu non la gradisci. Parlando seriamente, ho letto quel che ha scritto ilticcio e basta così. Ciò non toglie che io ti lasci un saluto amichevole e, se non dovessimo risentirci, un augurio per Natale. A proposito, una ricettina ad hoc?
Scritto da: setteparole | 18/12/2006
Ticcio, certo che non c'era solo Prodi a far ballare il piattino, ma è lui (ora) a fare il Presidente del Consiglio, non Baldassarri. Per quanto riguarda l'articolo di Gaggi sul Corriere (che è del '91 all'epoca del golpe in Russia e non del 2001; probabilmente sarà stato ripreso) nulla aggiunge e nulla toglie a quanto ho riportato nel post e i ‘tagli’ non modificano il senso dell’intervista . Prodi non azzecca una previsione che è una (dal fatto che non ci sarà sollevazione popolare, alla posizione di Pavlov, al seguito popolare di Eltsin) e tende a dipingere un evento DRAMMATICO come una 'decisione inevitabile di un gruppo di saggi'. Uhé Ticcio: quelli erano dei delinquenti travestiti da militari e, non fosse stato per l'appoggio popolare a Eltsin (e l'intervento di una parte delle truppe sovietiche che appoggiarono la sommossa popolare capeggiata da Eltsin bloccando parte dei golpisti fuori Mosca), ora staremmo parlando di una storia ben diversa e di un mondo ben diverso. Concordo con il giudizio di Stefania Craxi: l'analista di Nomisma che Prodi pagava per seguire la vecchia URSS avrebbe dovuto cambiare mestiere e rimane il dato di fatto di questa intervista 'minimalista' quando TUTTO il MONDO (non solo Guzzanti e Craxi) esprimeva ben altre preoccupazioni. Che poi tu cerchi di farmi passare per il coglione che si beve spezzoni tagliati ad arte mi lascia perplesso solo in parte: non è la prima volta che mi capita ed è noto: l'intelligenza è solo a sinistra. Vorrei comunque farti notare che la famosa querela di Prodi non è ancora partita e, se rileggi bene l'articolo della Stefania Craxi, corri il rischio di arrivare alla mia stessa conclusione: Stefania Craxi STA CERCANDO la querela di Prodi! Quella querela non arriverà mai e mi gioco la terza cena; anche se sono solo un povero cristo che si beve tutte le panzane che gli raccontano. :-) Buona giornata. Trespolo.
Scritto da: il_trespolo | 18/12/2006
Chiedo venia per l'errore formale (2001 per 1991), ma non concordo col giudizio: non vedo giudizi politici sui golpisti, ma una analisi (economica prima che politica) del golpe e delle prospettive che si aprono prima di tutto a livello economico per l'Europa (e in subordine a livello politico, come per il Medioriente). Giusta, sbagliata, lungimirante, "cinica"? Più o meno cinica di incolpare il precedente governo (di destra o di sinistra che sia) delle cattive performance economiche del paese? Più o meno cinica di tirare in ballo l'11 settembre per 5 anni? Insomma, a domande tecniche, risposte tecniche. O forse sono solo io a non vedere peana nei riguardi dei golpisti, ma a vedere il ritratto (giusto, sbagliato, lungimirante, cinico) di una situazione complessa, ingarbugliata, difficile, specie nelle prime ore del golpe?
Poi gli unici coglioni - se permetti - qui sono i vari Guzzanti e compagnia brutta che perdono tempo (e purtroppo denaro pubblico) a diffamare, anziché a fare politica. Mi chiedi della querela. Ti rispondo: da quando la politica si combatte a colpi di querele? Ribadisco la legittimità di sostenere che Prodi all'oratorio sprangava i compagni più piccoli o che D'Alema ha dodici amanti nane che tiene in gabbia o che Di Pietro ha sempre rubato al supermercato i punti del Mulino Bianco. Però che senso ha? Tu mi risponderai: così Prodi querela Guzzanti e co., e in tribunale finalmente la verità salterà fuori. Ma allora torniamo a bomba: o la verità è quella dipinta da Guzzanti e co. (e allora non c'è bisogno di querele), oppure si fa lotta politica alla vecchia maniera, sul merito. Mancano le prove perché la magistratura comunista in combutta coi vertici dei servizi segreti degli anni '90 ha fatto in modo che sparissero (che è un'altra ridicolezza che si ricava dagli sproloqui della ditta Guzzanti e co.)? Beh, c'è poco da fare: bisogna trovare altre strade.
Citavi giustamente il triste convincimento di molti, a sinistra, che le Br siano state in realtà eterodirette dalla Cia: era una favola bella alla quale credere in tempi cupi, che riempiva a piacimento i buchi e le smagliature della storia (i carabinieri che andarono a bussare alla porta del covo di via Gradoli PRIMA della famigerata seduta spiritica, e se ne andarono perché dentro i brigatisti fecero finta di non esserci: quale prova migliore del coinvolgimento dei servizi segreti? quale prova migliore, per me, della coglioneria delle nostre forze di sicurezza?). O vogliamo parlare delle teorie del "complotto dell'11 settembre"? Però bisogna crescere, a un certo punto. Io, che non ho mai avuto tessere di partito e sono per costituzione un disilluso, diffido per principio e finché non arrivano prove inoppugnabili, di chi compare sulla scena e, oltretutto con pesanti motivazioni personali, proclama "ve lo dico io come sono andate le cose in realtà!". Insomma, vorrei chiarire - e magari smetto di romperti le scatole con questi commenti - davvero non ce l'ho con te: ma, onestamente, come dovrei ricavare da questa intervista il convincimento incontrovertibi le che Prodi era il grande vecchio del Kgb in Italia e che è lui ad aver volutamente tenuto nascosto il covo delle Br condannando così a morte Moro (così dice Guzzanti)? Tutti i pezzi combaciano?
Scritto da: ilticcio | 18/12/2006
puff puff. ho letto tutto. sono stanchissima e raffreddatissim a. Gorbaciov lo voleva al palo tutto l'occidente. Puoi dire tutto quello che vuoi, ma non mi convincerai che Prodi e' comunista. Mi puoi convincere che abbia cercato di fare un polo per contrastare il potere usa, e infatti ha voluto a tutti i costi fare l'europa ed e' da molto che predica dei passi da gigante fatti dai paesi asiatici cina e india su tutti. E poi Montanelli gli diede del brav'uomo e io dell'Indro mi fido, non dico ciecamente, ma... chi e' riccardo? te lo dico in gergo. e' un PP ahahhahahahahah ahahahah
Scritto da: null | 18/12/2006
uff non mi ricordo mai....
Scritto da: null | 18/12/2006
Grazie Tres...davvero un bellissimo commento. Grazie, ancora. E poi sai che ti dico? Che invece di leggere un quotidiano, io vengo a leggere qui...di sicuro trovo più serietà. Quando vieni a trovarmi a Roma? Bacio, Patty
Scritto da: divinapatty | 18/12/2006
ciao caro, come butta?
Scritto da: cleopa78@v | 18/12/2006
Urk! :/ Gloutch
Scritto da: null | 19/12/2006
porca pupattola, che bel ring col ticcio! Ma v'assicuro che avete torto tutti e due. Non capite una fava e non sto a spiegarvi perche', non capireste comunque, ci vuol testa per fare politica! tse'. bon. detto questo tu che sei nella crittografia, che e' quella roba dell'unicredit col cosino col display a password di durata 60 sec? ce se po' fida'?
Scritto da: jahiraaaaa | 19/12/2006
Un passaggio veloce per augurarti buona notte. Ciao. Vincenza
Scritto da: tra.anime | 19/12/2006
...Al contrario, le vecchiette come me sono ...ribelli e indisciplinate, e poi ne pagano le conseguenze!!!
Un saluto caro con auguri natalizi. Ilia
Scritto da: ilianetto | 20/12/2006
Ticcio, è proprio la mancanza di un giudizio politico NETTO l’errore di Prodi con quell’intervist a. È come se, tanto per capirci, i medici che devono curare uno che è stato accoltellato sprecassero tempo, prima di procedere alla cura, a dissertare sulla tipologia di coltello utilizzata. Quello è un tema da anatomo patologo e si indaga quando il ferito è morto. Questo era il ragionamento di Prodi: c’era il rischio di ritornare ai tempi della guerra fredda e lui si perdeva in disquisizioni economiche INUTILI. Questa è la sostanza di quell’intervist a: minimizzare una situazione MOLTO critica. E il cinismo è un’altra cosa. Dell’articolo della Stefania Craxi ho (volutamente) tralasciato i passaggi polemici (quelli da querela per capirci) che affermavano, in soldoni: De Benedetti e Prodi si tiravano la volata a vicenda con l’ex URSS e Prodi, forse, voleva vendere la SME a De Benedetti a prezzo di favore perché potesse rifarsi della vicenda Elektronmash. Per quanto riguarda le querele; Ticcio: i politici, nessuno escluso, sono maestri nell’arte della querela. Quando cade sulla testa del solito ‘debole’, aggiungo io. Comunque basterebbe poco a fugare i dubbi: PUBBLICARE TUTTI i DOCUMENTI della Mitrokhin. Buona serata. Trespolo. PS: scusa la latitanza, ma mi fanno lavorare... raramente :-)
Scritto da: il_trespolo | 20/12/2006
La domanda è: che ruolo politico ufficiale aveva Prodi all'epoca, per pretendere da lui, quindici anni dopo per allora, un giudizio politico netto? A parte presidente di Nomisma ed ex presidente dell'Iri, intendo? Nelle stesse pagine del Corriere di quell'agosto 1991 i vari Andreotti e Cossiga rilasciavano dichiarazioni - stavolta sì - politiche molto più melliflue e attendiste di quelle di Prodi; anche loro agenti del Comitato per la Sicurezza dello Stato? Dopodiché, ho letto tre volte tre l'articolo del 'Giornale' prima del tuo post annunciato [Dall'ottobre 2003 sono 85 (ottantacinque) gli articoli del 'Giornale' che associano il nome di Prodi al Kgb: se ne consiglia vivamente la lettura a studiosi di forme paranoiche-osse ssive]. Più o meno è fatto così: "Forse non tutti sanno che Trespolo vive a Brescia, la città della strage. Più volte Trespolo è stato visto passeggiare per Piazza della Loggia. Da alcuni anni Trespolo lavora nel campo dell'informati ca, e più specificamente sulla crittografia. La crittografia - badate bene - è sempre stata utilizzata dai servizi segreti. Ho trovato un post del 18 dicembre 2006 nel quale Trespolo dichiara di aver vissuto negli Stati Uniti per "8 lunghi anni". Cosa ci stava a fare Trespolo negli Stati Uniti per 8 anni, e per di più, proprio in quegli anni? E' una domanda alla quale mi piacerebbe che Trespolo si decidesse prima o poi a rispondere... In più risulta, da un commento di Daldivano di alcuni mesi orsono, che Trespolo ha un tenore di vita troppo alto per il tipo di lavoro che fa. Beh, direi che ce n'è abbastanza per avere qualche legittimo dubbio che Trespolo abbia più di un segreto inconfessabile sulla strage di Piazza della Loggia, e sul ruolo della Cia in quella tremenda operazione". A me pare che qui il problema non sia un giudizio netto sul golpe del '91, ma la vecchia ruggine di Bettone nei confronti di Prodi (vedi caso Sme - altra porcata che passa per salvataggio dei valori della libera concorrenza e delle finanze pubbliche contro il "regalo" a De Benedetti) che viene rifunzionalizza ta oggi a fini diffamatori un po' fiacchi. I veri amici di Pavlov sono al 'Giornale': appena sentono il nome di Prodi, scattano! Un caro saluto ilticcio
Scritto da: ilticcio | 20/12/2006
buon natale, mio trespolone e fai il bravo se no ti becchi il carbone
Scritto da: cleopa78@v | 21/12/2006
buona giornata a te con l'aggiunta di un abbraccio, g*
Scritto da: null | 21/12/2006
Bei tempi, amico mio, quelli in cui l'Olivetti faceva solo macchine da scrivere, ma in fondo sono soltanto uno scimpanzè all'antica ;-) ...Buon Natale e naturalmente un abbraccio, vito.
Scritto da: credereoggi | 21/12/2006
leggo questo post con ritardo, ma mi pare di leggere gli intrighi di corte del medioevo, del rinascimento e via discorrendo... cambiano i personaggi... ma come sempre, quando c'è di mezzo il potere, diventano tutti dei Borgia ( senza offese alla famiglia) Buone Feste da Iv
Scritto da: nomdeplumes | 21/12/2006
E si compie il miracolo. Perché i miracoli,
attratti dalla terra, serbano gli indirizzi,
anelando talmente a svolgere la prescritta funzione
da giungere a destinazione perfino nel deserto… (J. Brodskij)
bisousdaugurima deinfranca !
Scritto da: null | 22/12/2006
Adoro fare gli auguri ai bloggers , ma a te in modo particolare , caro concittadino :-)
Auguri , auguri, auguri!!!!!
Scritto da: testatralnuvole | 22/12/2006
Tanti Auguri Amico mio!!! ....che queste festività ti regalino l'affetto e la dolcezza che meriti, e sempre il sorriso che hai dimostrato!! Un bacioneeeee
Scritto da: io.libera | 22/12/2006
I bagliori ed i colori della festa spesso nascondono luci mai accese ed una grande tristezza nel cuore di chi soffre. Spero che questo Natale possa essere sereno e luminoso anche per loro.
Augurandoti amore, gioia, e pace oggi, domani, e per sempre!
Buon Natale da pulvigiu.
Scritto da: pulvigiu | 22/12/2006
Visto che non so se nei prossimi giorni frequenterò la rete... Ti faccio i miei migliori auguri di Buon Natale. :) Gloutch
Scritto da: null | 22/12/2006
Buon Natale!
ivy phoenix
Scritto da: null | 23/12/2006
Tres, mi raccomando, durante queste Feste non ti ingozzare come al tuo solito e fai il bravuccio...Va bene? ^_* Un bacione, grande grande. Patty
Scritto da: divinapatty | 23/12/2006
Ticcio, puoi rigirare la questione come ti pare (compresi gli 85 articoli sul Giornale; non pensavo fossero così tanti ma, se confrontati con l’indifferenza del resto della stampa italiana sono talmente pochi che nemmeno riescono a raggiungere il livello di informazione che la vicenda Mitrokhin avrebbe meritato). Rimangono però una serie di dati di fatto che, bellamente ignorati dal governo Prodi/D’Alema/A mato, hanno fatto sì che i Servizi Italiani rifiutassero per ben tre volte l’invito del SIS Inglese ad interrogare Mitrokhin. Poi Mitrokhin morì, come si sa. Sulla faccenda SME, scusami, ma la ruggine di Bettino con Prodi (anche se non si sono mai amati) c’entrava ben poco: Prodi stava vendendo TUTTA la SME a De Benedetti per (salvo errori marginali, ma le cifre sono circa quelle) 465 miliardi delle vecchie lire. Solo un anno e mezzo dopo la SME era ceduta per più di DUEMILA miliardi delle vecchie lire. Millecinquecent o miliardi di differenza li chiami ruggine? Per me il nome da utilizzare dovrebbe essere un altro. Per quanto riguarda la fantasiosa storia su Trespolo ti aggiungo qualche dettaglio: all’epoca della strage di Piazza Loggia ero in terza liceo, avevo 15 anni, ero a quella manifestazione, la mia Prof. di italiano fu fatta a pezzi da quella bomba e io, assieme ad altri 4 amici ci salvammo per un mezzo miracolo: avevamo fame ed eravamo andati a prendere un panino. La bomba esplose quando avevamo appena girato l’angolo e, come ricordo, mi porto appresso un’ipoacusia all’orecchio destro. Ora ti lascio non con il consueto saluto, ma con un Buon Natale e Buon Anno nuovo :-) Trespolo.
Scritto da: il_trespolo | 23/12/2006
Visto che, se non ricordo male, sei sensibile all'argomento, ti auguro un Natale (e i giorni che seguiranno) all'insegna del buon cibo e soprattutto del buon bere. [Io mi sono regalato per il 24-25, in rigoroso ordine di apertura: uno chardonnay Tasca d'Almerita del 2002 (vigilia), un più modesto morellino Poggio Fontesassi del 2004, un brunello Castel Giocondo del '95 (speriamo un bene) e un supremo nero d'avola Harmonium Firriato 2003. I primi tre sono un po' un salto nel buio, ma il quarto è una garanzia di benessere totale!]. Un caro saluto ilticcio
Scritto da: ilticcio | 23/12/2006
Ho inviato il precedente commento prima di aver letto il tuo; della Sme e del "guadagno" ottenuto da Bettone per tutti noi avremo modo di parlare. Ma approfitto per scusarmi della superficialità con cui ho ridotto una strage orrenda a un pretesto polemico. Risento ancora le parole dell'oratore spezzate dal boato nella registrazione di quel giorno, e rivedo le immagini strazianti dei morti e dei parenti disperati. Sono nato quattro giorni prima della strage di Piazza Fontana, per cui sento la terribile stagione delle stragi e del terrorismo come parte integrante della mia vita; ma a volte anche noi sinistri, per amore di polemica, scivoliamo. ilticcio
Scritto da: ilticcio | 23/12/2006
Hmmm, bella lista di vini ti sei scelto; epperò... cazzarola: nemmeno un Franciacorta!!! Ritieniti richiamato (oh, è uno scherzo, ma lasciami un po' di sano campanilismo). Comunque approfitterò della tua lista e, in cambio, ti lascio due nomi di sicuro effetto; anzi, facciamo tre. Pinot Nero di Franz Haas: trentino e una libidine. Barbaresco Rabaja: uno dei migliori e a prezzi umani (niente a che vedere con i costi della Gaja). Rosso Franciacorta Uberti: un gran rosso delle nostre zone e niente da invidiare ai più noti Bellavista e Zanella. Come chiusura un bollicine e opterei per il Mosnel: mitico! :-) Buon Natale. Trespolo. PS: le polemiche van benissimo, basta che poi si riesca sempre a tornare a parlare di vini.
Scritto da: il_trespolo | 23/12/2006
Passo di qui solo per lasciarti un saluto e un augurio sincero e con tanto di affetto di un sereno Natale e di un 2007 straordinario. (ma come mai non riesci a scrivere sul mio blog:-( strano... sigh) comunque un abbraccio, carissimo.Per il momento mi premeva scriverti questo: ora leggo con più calma i tuoi post. Gaja :*
Scritto da: null | 23/12/2006
auguri brontolone..... sorrido......qua lsivoglia qualsidica..... a te il tutto compreso di felicita'
Scritto da: mari_hellen | 24/12/2006
ma capperi! ora ho capito tutto! sia che si sieda un governo di sinistra che uno di destra le cose non vanno mai bene. e per forza! siete tutti appassionati di vini! MASSA DI UBRIACONI! ridete, ridete che starete sani :))))) purtroppo oggi mi tocca pulire, non dico miss lysoform, ma un minimo per non inciampare nel luridume....
Scritto da: jahiraaaaa | 24/12/2006
utente virgilio un corno! hihihihi auguri di buona festivita' pagana scippata dai cristiani. non so qual e' ma c'e'!
Scritto da: null | 24/12/2006
uuuu Trespolo, lettognente vado di fretta.. un passaggio per i miei auguri di un Buon Natale, sereno e frizzante :) ciao!
nuvola
Scritto da: null | 24/12/2006
e' un anno che aspetto una cassa di Pinot Nero di Franz Haas!!!
SGRUNT
Scritto da: null | 25/12/2006
Buon Natale Trespolo dalla mamma!
Scritto da: null | 25/12/2006
Venendo qui da te, si apprendono molte cose interessanti...
Buon Anno.
Bart
Scritto da: null | 27/12/2006
zio trex bbbuone feste! danix
Scritto da: thedanix | 27/12/2006
ah tre'! quattro post in un mese son pochini! hanno varato la finanziaria e tu non dici nulla? O TI SEI GIA' TRASFERITO ALL'ESTERO PER NON PAGARE UN CORNO!
Scritto da: jahiraaaaa | 28/12/2006
Assente eh? Lascio i miei auguri, molto stringati, non vorrei che trovandoli, tu, leggessi qualcosa che potrebbe coinvolgermi in scandali :-).
Buon Anno !
Scritto da: testatralnuvole | 05/01/2007
beh come sta il tresplo? spero bene
Scritto da: incoscienti | 05/01/2007
Tres che fine hai fatto...non dirmi che hanno avvelenato pure te??? Dai scrivi, che mi manchi...Patty
Scritto da: divinapatty | 07/01/2007
ecco, per leggerti mi sono fatto fuori tutto il tempo a disposizione. bé molto interessanti le note che riporti. Come appassionato di Storia si dovrebbero verificare le fonti, però ti posso di re una cosa, anzi due. In Italia ogni viceministro nel dopoguerra era un ufficiale americano (per dire che i finti golpe non sono una novità), l'altra è che in quegli anni ('80) io lavoravo per un'azienda che impiantava fabbriche in urss per conto FIAT. Confermo la presenza dei militari anche nelle delegazioni di tecnici (quello che ho conosciuto io era un ufficiale di marina con tanto di ancora tatuata sul braccio) e che uscivano solo tecnici che fossero sposati con figli. Comunque la tecnologia esporttata in quell'occasion e era la stessa presente nelle fabbriche di mirafiori o di Termini Imerese, quindi non proprio le ultime. Per Prodi....forse solo uno peggio di Berlusconi lo poteva battere.....
saluti fabri
Scritto da: bicio62 | 08/01/2007
visita
Scritto da: evocuocodue | 08/01/2007
passaggio salutiero del pony
Scritto da: incoscienti | 09/01/2007
stavo girellando dalla noti e mi son detta! Passiamo da trespolo. niente, ancora latitante....
Scritto da: null | 11/01/2007
uff che palle! mi devo sempre disanonimare uff!
Scritto da: null | 11/01/2007
UN FURTO NELLA REDAZIONE DI CASABLANCA
IL 18 marzo scorso ignoti sono entrati nella redazione catanese del mensile Casablanca ed hanno rubato solamente un computer che conteneva gran parte dell'archivio del giornale.
A Riccardo Orioles, Graziella Proto e a tutta la redazione di Casablanca la piena solidarietà di ANTIMAFIADuemil a.
Non sarà certo un atto vile di questo tipo a fermare il grande lavoro della redazione di Casablanca.
La redazione
Solidarietà con la redazione di Casablanca
Giacomo Alessandroni
Taranto, 22 marzo 2007
L'Associazione PeaceLink esprime la propria solidarietà alla redazione del mensile catanese antimafia Casablanca (http://casabla nca.motime.com/) dove domenica 18 marzo, approfittando dell'assenza dei redattori, ignoti sono penetrati nella redazione e - senza apparenti segni d'effrazione o di scasso - hanno trafugato un computer.
Il danno economico per una piccola redazione autogestita ed autofinanziata è rilevante, non solo per il valore economico del computer in sé, ma soprattutto per le informazioni in esso contenute. In questi mesi, in un panorama informativo regionale sempre più desolante, Casablanca è stata una delle poche voci di denuncia sociale e civile dell'intera Sicilia. Si teme quindi che il gesto sia un'intimidazio ne verso il lavoro svolto da Casablanca.
Il mensile è nato l'anno scorso su iniziativa dei giornalisti antimafia Riccardo Orioles, Graziella Proto ed altri giornalisti indipendenti, tra cui molti provenienti dall'esperienz a degli anni '80 de I Siciliani, mensile fondato e diretto da Giuseppe Fava (ucciso da Cosa Nostra il 5 gennaio 1984). Casablanca intende riprendere l'eredità de I Siciliani e di Avvenimenti - anch'esso fondato da Giuseppe Fava e Riccardo Orioles - sin dagli esordi.
L'Associazione PeaceLink sostiene l'informazione antimafia ospitando sul suo portale La catena di San Libero, diretta da Riccardo Orioles (di cui citiamo solo un piccolo passo del primo numero: "Non so su che mezzo stai leggendo, in questo momento, queste righe. Al momento in cui scrivo, non so se esse verranno pubblicate da un giornale, e da quale, o se le diffonderò tramite Internet, o se mi stai leggendo grazie a una stampante laser a 300 dpi - o su un volantino. Faccio il giornalista antimafia da vent'anni, e al ventunesimo anno non sono affatto sicuro di potermi far leggere da te con mezzi regolari"), le denunce di Carlo Ruta, autore del sito http://www.lein chieste.com/ e anch'egli vittima, in questi anni, di varie intimidazioni, per aver dedicato un'intera sezione del proprio sito alla cultura della legalità e all'impegno contro le mafie.
Chiediamo a tutti di essere solidali con la redazione di Casablanca. Chi volesse è invitato a scrivere un messaggio di solidarietà all'indirizzo riccardoorioles @gmail.com.
Adesso stiamo raccogliendo abbonamenti per evitare una ulteriore spesa a chi già sta dando tutto in cambio di niente. Serve un altro computer. Se qualcuno ha un computer in più, casablanca raccoglie (che sia funzionante, però)
A Riccardo Orioles, Graziella Proto e a tutta la redazione di Casablanca la piena solidarietà
di Censurati.it e Desaparecidos.i t
Casablanca lo potete richiedere in abbonamento a: *Grazia Rapisarda -
Casablanca - via Caronda 412, 95128 Catania*.
bonifico bancario:
di euro 30 (1 anno)a:
Graziella Rapisarda
Banca Popolare Italiana Catania
CC 183088 ABI 5164 CAB 16903
causale: "abbonamento a Casablanca "
Oppure :
inviare assegno bancario
nn trasferibile di euro 30 a:
Grazia Rapisarda- CASABLANCA
Via Caronda 412 , 95125 Catania
info : 095.0932490
Scritto da: null | 24/03/2007
Scrivi un commento
NB: i commenti di questo blog sono moderati.