22 settembre – Sodomia bancaria atto finale.

E siamo alla seconda puntata della “Sodomia bancaria”. Proviamo a tirare le fila e ad addentrarci all’interno di qualche ipotesi fantaeconomia.

UNO. Come volevasi dimostrare non è successo nulla; gli Agnelli, con un abile magheggio finanziario, sono riusciti a tornare in un amen dal 22% (prendete la percentuale con beneficio di inventario, ma non ricordo e non ho voglia di controllare) al 30,6% e a riprendere il controllo di FIAT relegando le banche al 26%. Povere; si organizza una colletta?

L’aspetto divertente è che le banche, quasi tutte, dopo aver alzato il “casino” con la Consob per la furbata di FIAT, ora stanno rilasciando dichiarazioni di felicità e gioia: che bello, che bello, è il motto nazional bancario, finalmente gli Agnelli sono tornati proprietari di FIAT e abbiamo chi la gestirà sicuramente con dovizia. Ridicole e non aggiungo altro.

Ah dimenticavo: la famiglia Agnelli, con questo giochino dello swap fra Exor e Merryl Linch, pare abbia ricavato circa 75 milioni di euro di utile. Non male direi; ovviamente senza pagare una lira di tasse: l’utile è al sicuro all’interno di Exor ed Exor è una società di diritto lussemburghese. Che stavate pensando? Che ci pagassero le pur magre italiche tasse applicate alle plusvalenze finanziarie. Manco per il cazzo.
Dovrò verificare questa cifra “ufficiale”, c’è qualcosa che non mi quadra, ma ci vorrà tempo e pazienza e non so se mi verrà l’ispirazione giusta. A me, così a naso e il mio non è propriamente piccolo, pareva corretta una cifra prossima ai 130 milioni di euro, ma tant’è: mica son bruscolini nemmeno 75.

Dimenticavo. Sono riusciti nella loro impresa senza dover lanciare nessuna OPA (Offerta Pubblica di Acquisto) obbligatoria per chi raggiunge il 30% delle quote azionarie di una società quotata in borsa e ora, chi volesse tentare una scalata a FIAT, si troverà di fronte anche questo baluardo. Per qualcuno finiti i sogni di gloria ancora prima di incominciare.

Dell’italica stampa e su come è stata condotta la gestione delle informazioni mi viene da ridere e la risata più divertita me la sono fatta quando il Direttore della Stampa di Torino ha dichiarato che loro, di questa vicenda, non ne sapevano nulla. E come avrebbero potuto? Non hanno nessun legame con FIAT e nessuna via per ottenere informazioni. Già, Gabetti e Franzo Grande Stevens (i due che hanno architettato l’operazione e da molto tempo le menti della famiglia Agnelli) con la Stampa non c’entrano nulla: sono solo (se non sbaglio) il Presidente e l’Amministratore Delegato. Ulteriori commenti li lascio a voi…

DUE. La fantaeconomia e butto lì una congettura ardita. Ricordate, non molto tempo fa, l’annuncio della memorabile collaborazione finanziaria fra De Benedetti (e la sua CDB Web Tech, perfetta macchina per triturare soldi altrui) e Berlusconi? Ricordate come finì? A tarallucci e vino dopo le sentite rimostranze moraleggianti di Biagi e compagnia. Nel frattempo CDB aveva guadagnato in un amen (al Nuovo Mercato, non cercatela sul listino di borsa ufficiale) un bel 40%. Roba da new economy.

Orbene, dopo quell’exploit, col quale De Benedetti si pagò le ferie e anche altro, CDB ha ricominciato a scendere perdendo il 16% in poco tempo poi, due settimane fa, un improvviso e immotivato rialzo del 5% circa: qualche pazzo stava acquistando le azioni di CDB Web Tech! Non vi nego che rimasi assai meravigliato e mi chiesi a ripetizione chi fosse il pazzo acquirente e senza riuscire a trovare risposta.
Mi è arrivata, la presumibile risposta, sabato scorso: fulminato sulla via di Desenzano, quasi come San Paolo, lui però era a Damasco e non ci posso fare nulla. Dicevo, l’idea mi è arrivata quando ho avuto conferma all’ipotesi di “riacquisto” di FIAT da parte degli Agnelli (ipotesi che mi gironzolava in testa da almeno un paio di mesi se ricordate…).
La risposta è questa: le Banche, sì sempre loro! Le Banche furono la causa della rottura dell’accordo fra De Benedetti e Berlusconi e non le letterine moraleggianti di Biagi e la commovente successiva risposta di De Benedetti. E cosa c’entrano le Banche? Semplice: De Benedetti serviva alle banche perché le signore della finanza, sentendosi già proprietarie di FIAT, erano alla ricerca “disperata” (o quasi) di qualcuno che potesse gestire FIAT una volta acquisito il controllo. Non è il loro mestiere gestire aziende; nemmeno il resto gli riesce benissimo, ma lasciamo perdere che è meglio…
Riassumendo: Colaninno già intruppato con Piaggio, Luchino (Montezemolo per capirci) malvisto da San Paolo IMI e dal suo sommo capo e nessun altro in giro. Non rimaneva che lui: il De Benedetto, ops De Benedetti.
E questo è il vero motivo della rottura dell’accordo con Berlusconi: le Banche avevano proposto a De Benedetti il loro appoggio per “rimetterlo” in FIAT (ci era già stato, anni fa, uscendone secondo alcune versioni cacciato in malo modo, secondo altre sbattendo la porta). Ora lui, il sommo e unico italico Ing., avrebbe dovuto, con i soldi delle Banche e con le sue rinomate capacità imprenditoriali (ricordate Olivetti e i dipendenti smistati a Poste e Ferrovie?), gestire la rinascita di FIAT.

Altro che questione morale e legami affettivi al gruppo Espresso: lui aveva intravisto il miraggio, la rivincita di anni di pedate nel culo (Olivetti, Suez, SME, Banco Ambrosiano), lui sarebbe diventato finalmente il Signor FIAT!

Gli è andata male. Anche questa volta, come molti anni fa, la costoletta d’Agnelli gli si è fermata di traverso e, secondo me, sta ancora tossendo :-))))

Come sempre Buona giornata. Trespolo.

PS: voci sotterranee, ma sempre ben informate, sostengono che il De Benedetti abbia ripreso a trattare con Berlusconi per rinverdire l’accordo finanziario saltato (per motivi morali e affettivi, sia chiaro e non perché sta cercando di ingoiare la costoletta…). Ovviamente l’annuncio, se mai ci sarà, arriverà dopo le elezioni: la morale innanzi tutto!

22 settembre – Sodomia bancaria atto finale.ultima modifica: 2005-09-21T23:49:11+02:00da il_trespolo
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42 pensieri su “22 settembre – Sodomia bancaria atto finale.

  1. Ciao Trespolo…ma certo che sono tornata…!!!
    Ti sono venuta anche a salutare..ma sicuramente non hai visto il mio commento…
    Ma non preoccuparti lo so che sei un uomo impegnatissimo. ..ahah!!!
    Per un po’..prometto vorrei rimanere qui a Roma…quindi stop alle migrazioni…!! !
    UN BACIONE
    Seirene

  2. Buongiorno mio caro Signor Trespolo da una Gas che buona così non lo è stata mai…:-). Ho letto con piacere il post sul nostro indimenticato P.P., verso cui provo grande affetto…e la cui famosissima lampada mi è rimasta sul gozzo :-)))). In questo passaggio traspare tutta la solitudine di un uomo che nonostante l’invidia dei più, darebbe forse tutto ciò che ha per un pizzico d’amore disinteressato. Anche a lui, in un certo senso è toccato un duro lavoro sull’irto sentiero della vita, non in quella parte legata al denaro e alla lotta per la sopravvivenza quotidiana, bensì a quella legata agli affetti veri. Buon giovedi. Gas

  3. Allora giusto per chiarire gli equilibri infragruppo di Piazza san Carlo.
    IMI Sanpaolo non esiste nè come banca, nè come gruppo bancario. Esiste il gruppo e la Banca SANPAOLO IMI. Il doppio nome nasce dalla fusione ad inizio anni 90 tra l’ex Istituto bancario San Paolo di Torino e l’IMI. Nasce così il gruppo Sanpaolo IMI, (che fino a un paio d’anni fa darà il nome anche alla banca capogruppo) con sede sociale, legale, amministrativa e stanza dei bottoni in PSC a Torino e non a Roma (per questo si chiama SANPAOLO IMI e non IMI Sanpaolo). Acci che a queste cose ci tiene per ovvi motivi

  4. Trez. E ti stupisci? questo è puro e semplice capitalismo, anzi, capitalismo puro. e chi ci governa credi abbia intenzione di porre dei freni a tutto ciò e alla finanza di questo tipo. possiamo indignarci quanto vogliamo, ma questo tipo di cose non sarà mai giusto. E la cosa bella è che noi diamo una mano…

  5. meno male che è andata…altrim enti già i media ci davano per spacciati!!! crisi a destra e a manca….non lo cacciano Ancelotti, dove lo trovano un altro allenatore che in 3 anni fa quello che ha fatto lui? dimentichiamoci Istanbul per quanto possibile…cia o e baci!

  6. Carissimo Trespolo,

    ti giuro che non sapevo che cosa fare, o meglio utilizzare: alla fine mi son deciso per un semplice trespolo, ma non volevo assolutamente violare il tuo di trespolo. 😉

    Uno scranno? No, troppo comodo. 😉 Uno scranno non è d’effetto: capiscimi. ^____^

    Mah, anche se la Fiat parrebbe esser tornata in mano degli Agnelli, mi sa che poco o nulla cambierà per l’azienda: o meglio, i lincenziamenti, quelli continueranno. Diciamo che a guadagnarci veramente è stata la famiglia Agnelli e non la Fiat degli operai. E le banche – che ti aspettavi – non possono fare a meno di applaudire: vuoi che si facciano nemici gli Agnelli? Non sia mai. Sì, è una situazione da schifo, questo è quello che penso.

    Un forte abbraccio d’amicizia e stima, augurandoti buona serata.

    Giuseppe

  7. Dài, solo per stasera occuperai lo scranno, poi subito, domattina, riprenderai possesso del tuo trespolo. ;-)))

    E vedi di trattarlo bene lo scranno, che quello è bello e pure comodo: quindi niente patatine crik crok, che poi mi tocca di pulirlo. ;-)))

    Un forte abbraccio con amicizia e stima, anche se stai sullo scranno per stasera.

    Giuseppe

    P.S.: Ma te l’ho già detto che ho in lettura il nuovo di Palahniuk, Cavie, 410 pagine circa, 15 Euro, copertina così così, lette le prime due storie: di stampo decisamente minimalista, forse un po’ meglio di Ninna Nanna, ma comunque lontani da quel Palahniuk che è stato grande. Chiedo venia per l’OT, ma sapendo che anche tu lo segui… Ancora buona serata.

  8. Be’, sì, penso anch’io che i soldi possano avergli dato alla penna… nel senso che ormai scrive tanto per, come se facesse esercizi ginnici, ma senza impegnarsi veramente. “Diary” io l’ho trovato d’un’assurdit à unica: se l’avesse scritto un nostro scrittore, nostrano, col cavolo che Mondadori o un qualunque altro editore gliel’avrebber o pubblicato. “Ninna Nanna” era proprio per bambini: più una favoletta per bambini che non un romanzo per adulti uomini vaccinati. Di “Cavie” – titolo italiano orrendo, tradotto come solo in Mondadori sanno fare – ho letto poco ancora, ma l’impressione non è favorevole: minimalismo spianato, si sente subito che la penna del Palahniuk è stanca, che è lì tanto per scrivere ma senza convinzione. Ad ogni modo, una volta terminata la lettura saprò dir meglio.

    Sul cognac ti dò pienamente ragione, anche sul sigaro. Però per i comuni mortali ci son le crick crok. ;-)))

    Un forte abbraccio, e buona serata.

    Giuseppe

  9. salve mr trespolo, in effetti neanche a me non mi è chiaro perchè le altre aziende possono andare in malora senza tanti complimenti mentre la fiat riceve aiutini insperati ovunque.ma che cambiassero quei vertici del cavolo e mettessero gente competente, rivoluzionasser o davvero il design e la qualità, porca vacca!… uff… baci,law 🙂

  10. In effetti i toni sono molto provocatori, ma le cose che dice sono oggettive e quindi condivisibili. Io, l’avrai capito, non sono un esperto di economia (a dire la verità non sono esperto di un bel niente) e leggere le notizie che riportano bloggers come te, Phastidio e alcuni altri di Tocque-ville, riesce a placare la mia sete di essere informato. Il post contro Grillo è servito. Buon weekend, Esteban

  11. Va decisamente megli oggi. Ma non tanto da poter elaborare concetti come quelli da te esposti. Anche perchè sento Castelli dissentire col “governo”…. e mi chiedo, imprecando “Ma tu da che cazzo di parte stai, brutto deficiente? Non sei nel governo pure te???” e poi accendo la radio e canto. e’ l’unica cosa da fare. Baci. Ale

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